Ercolano non è solo la città romana sepolta dal Vesuvio. Lungo la strada che attraversa il centro, l'antica via regia diretta verso le Calabrie, si allinea una serie di palazzi settecenteschi che raccontano un'altra storia, quella della Napoli dei Borbone. È il cosiddetto Miglio d'Oro, il tratto di costa tra Ercolano e Torre del Greco dove la nobiltà costruì le proprie residenze di villeggiatura. Oggi alcune di queste ville sono restaurate e aperte al pubblico, e si trovano a breve distanza dagli scavi: una mattina o un pomeriggio bastano per conoscerle.
Come nacque il Miglio d'Oro
Tutto cominciò quando Carlo di Borbone scelse Portici per costruire una nuova residenza reale, attratto dal clima, dal mare e dalla vicinanza con gli scavi di Ercolano, avviati proprio in quegli anni. La corte si spostava alle pendici del Vesuvio e l'aristocrazia la seguì: lungo la strada regia sorsero decine di ville, ciascuna con il suo cortile, il suo giardino e spesso un affaccio sul golfo. Il nome Miglio d'Oro richiama proprio la concentrazione di queste dimore e la ricchezza delle famiglie che le commissionarono.
Nei secoli successivi molte ville finirono inglobate nell'espansione urbana, alcune furono trasformate o abbandonate. Per tutelarle, nel 1971 una legge dello Stato istituì l'Ente per le Ville Vesuviane, oggi Fondazione Ente Ville Vesuviane, che ha acquisito e restaurato alcune delle residenze più importanti e ne cura la valorizzazione. A Ercolano la Fondazione gestisce Villa Campolieto, il parco sul mare di Villa Favorita e Villa Ruggiero.
Villa Campolieto, il cantiere dei Vanvitelli
Villa Campolieto è la più conosciuta. Fu commissionata nel 1755 da Lucio di Sangro, duca di Casacalenda; i lavori, avviati da Mario Gioffredo, passarono poi sotto la direzione di Luigi Vanvitelli, l'architetto della Reggia di Caserta, che li seguì dal 1763 fino alla morte, nel 1773. Il figlio Carlo li portò a termine nel 1775. La villa colpisce per l'equilibrio delle proporzioni, per il grande cortile e soprattutto per il portico circolare rivolto verso il mare, uno spazio scenografico che inquadra il paesaggio come un palcoscenico.
All'interno, gli ambienti del piano nobile conservano decorazioni di pittori napoletani del Settecento, tra cui Fedele Fischetti e Jacopo Cestaro. Le sale ospitano spesso convegni, mostre ed eventi culturali, e nei mesi estivi gli spazi all'aperto diventano il palcoscenico di rassegne di musica e spettacolo.
Villa Favorita e il suo parco
Villa Favorita fu progettata da Ferdinando Fuga per il principe di Aci e passò poi ai Borbone, diventando residenza reale. Il nome viene tradizionalmente legato alla regina Maria Carolina, che l'avrebbe paragonata a un'altra residenza a lei cara. La parte visitabile più suggestiva è il parco che scende verso il mare: un giardino con piante mediterranee ed esotiche, viali alberati e, in fondo, l'approdo borbonico da cui i sovrani arrivavano via mare. Passeggiare qui significa ritrovare il rapporto tra le ville e la costa, che altrove è stato interrotto dalla città moderna.
Villa Ruggiero, una residenza tra i campi
Villa Ruggiero ha un carattere diverso. Costruita nel Settecento lontano dal mare, sulle prime pendici del vulcano, era una residenza legata anche alle attività agricole, più raccolta e meno sfarzosa delle ville affacciate sul golfo. Proprio questa misura ne fa una tappa interessante: mostra l'altra faccia del Miglio d'Oro, quella in cui la villeggiatura si intrecciava con la terra fertile del Vesuvio. Restaurata dalla Fondazione, ospita oggi iniziative culturali e incontri.
Un itinerario da combinare con gli scavi
Le ville del Miglio d'Oro si prestano a completare una giornata dedicata agli scavi. La mattina si può camminare tra le domus romane, il pomeriggio passare al Settecento borbonico, scoprendo come la riscoperta di Ercolano antica abbia influenzato il gusto e l'architettura di quegli anni. Chi ha più tempo può proseguire verso la Reggia di Portici, a circa due chilometri, pochi minuti in auto, che oggi ospita il Dipartimento di Agraria dell'Università Federico II e un orto botanico. Dalla Domus Aurea Herculanum queste tappe sono tutte raggiungibili con brevi spostamenti, e al rientro i balconi delle camere offrono, a seconda della tipologia, una vista sul mare o sul Vesuvio che le ville del Settecento hanno sempre cercato.
Ville borboniche e scavi romani, a pochi passi dal B&B
Dalla Domus Aurea Herculanum potete visitare gli scavi e le ville del Miglio d'Oro con brevi spostamenti, rientrando in una camera con balcone. Guardate le camere e scriveteci su WhatsApp.