Ingresso del MAV, Museo Archeologico Virtuale di Ercolano, con la scalinata in marmo, le grandi lettere MAV sul tetto e le bandiere
MAV, Museo Archeologico Virtuale di Ercolano — foto: Dommaria · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Chi cammina tra le rovine di Ercolano vede muri, pavimenti, travi carbonizzate e qualche affresco, ma deve fare uno sforzo di immaginazione per ricomporre i colori, i rumori e la vita di una città romana. Il MAV, Museo Archeologico Virtuale, nasce proprio per aiutare questo esercizio. Si trova in via IV Novembre, la strada che dal centro di Ercolano scende verso il Parco Archeologico, ed è stato inaugurato nel 2008: la sua particolarità è che non espone reperti originali. Al loro posto ci sono installazioni multimediali, ricostruzioni tridimensionali, proiezioni e ambienti sonori che riportano in vita le città sepolte dal Vesuvio.

Un museo senza reperti

L'idea alla base del MAV è semplice: usare la tecnologia per mostrare ciò che gli scavi non possono più mostrare. Il percorso si sviluppa su più livelli e conta circa settanta installazioni, pensate per essere attraversate più che osservate da lontano. Si incontrano ricostruzioni virtuali di edifici e strade, schermi interattivi, effetti di luce e suono, superfici che rispondono al movimento dei visitatori. Il racconto non si limita a Ercolano: le ricostruzioni riguardano anche Pompei, Stabia, Baia e Capri, cioè i luoghi che in epoca romana formavano il paesaggio del Golfo di Napoli.

Il museo è gestito dalla Fondazione C.I.V.E.S., costituita da enti pubblici del territorio, tra cui il Comune di Ercolano. Nel corso degli anni il percorso è stato aggiornato e arricchito, per questo l'offerta può cambiare rispetto a quanto raccontato da guide meno recenti.

Cosa si vede lungo il percorso

Tra gli ambienti che i visitatori ricordano più spesso ci sono le ricostruzioni delle domus con i loro affreschi riportati ai colori originali, i giardini, le terme e le botteghe. Una parte del percorso evoca i cunicoli scavati in epoca borbonica, quando nel Settecento le prime esplorazioni di Ercolano avvenivano sottoterra, attraverso gallerie aperte nel materiale vulcanico. Un'altra sezione è dedicata alla Villa dei Papiri e alla sua biblioteca, la grande residenza che sorgeva poco fuori dalla città antica e da cui provengono rotoli di papiro carbonizzati e celebri sculture in bronzo.

Il momento più coinvolgente è di solito quello dedicato all'eruzione del 79 d.C.: proiezioni di grande formato e una ricostruzione in tre dimensioni mostrano la sequenza degli eventi, dalla colonna eruttiva ai flussi piroclastici che investirono Ercolano. È una scena che aiuta a capire, meglio di molte spiegazioni, perché la città sia stata conservata in modo così diverso da Pompei. Per i ragazzi e per chi non ha familiarità con l'archeologia, questa parte del museo rende concreta una storia che altrimenti resterebbe astratta.

Consiglio pratico: calcolate circa un'ora e mezza per il percorso e verificate in anticipo giorni di apertura, orari, biglietti ed eventuali proiezioni aggiuntive sul sito ufficiale del MAV, perché possono cambiare nel corso dell'anno. Se viaggiate con bambini, conviene chiedere alla biglietteria quali sezioni sono più adatte alla loro età.

Prima o dopo gli scavi?

Non esiste una risposta unica, ma due approcci diversi. Visitare il MAV prima degli scavi significa arrivare tra le rovine con un'immagine già formata: riconoscerete più facilmente la funzione degli ambienti, immaginerete i tetti e le decorazioni che mancano, saprete cosa cercare lungo i decumani. È la scelta più utile per chi visita Ercolano per la prima volta o viaggia con bambini.

Visitarlo dopo, invece, è un modo per rielaborare quello che si è appena visto. Dopo aver camminato nelle case vere, le ricostruzioni diventano un confronto: si torna con la memoria alla Casa di Nettuno e Anfitrite o alle Terme Suburbane e si scopre come apparivano duemila anni fa. Molti ospiti trovano questa seconda opzione più emozionante, perché il virtuale arricchisce il reale invece di anticiparlo.

In entrambi i casi, il MAV non sostituisce la visita al Parco Archeologico: la completa. Il contatto con le pietre, il legno carbonizzato e l'antica spiaggia dei fornici resta un'esperienza che nessuna proiezione può riprodurre, così come la visita al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dove sono conservati molti degli originali.

Una mezza giornata a piedi

Per chi alloggia alla Domus Aurea Herculanum, il MAV e gli scavi si combinano facilmente in una sola giornata senza bisogno di mezzi: la struttura si trova in una traversa di via IV Novembre, e il Parco Archeologico è a circa cinque minuti a piedi. Si può dedicare la mattina agli scavi, quando la luce è più gentile, fare una pausa e riservare il primo pomeriggio al museo virtuale, che essendo al chiuso è una buona soluzione anche nelle ore più calde o nelle giornate di pioggia. Lungo la strada si attraversa il quartiere vicino al mercato di Pugliano, che restituisce il volto quotidiano della Ercolano di oggi accanto a quella antica.

MAV e scavi a piedi, partendo dalla vostra camera

La Domus Aurea Herculanum si trova in una traversa di via IV Novembre, a pochi minuti a piedi dal Parco Archeologico. Guardate le camere e scriveteci su WhatsApp per organizzare il soggiorno.